Il Manifesto del Cannabis Social Forum

Lo Sviluppo Sostenibile. La canapa è al centro della rivoluzione dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare. E’ al centro della produzione di medicinali, alimenti, cosmetici, carta, abbigliamento, bioplastiche, biocombustibili, materiali per l’edilizia biodegradabili. Henry Ford all’inizio del Novecento mostrò che le materie prime più dannose per l’industria (come il petrolio e i suoi derivati come la plastica), si possono sostituire con biocombustibili e bioplastiche derivate dalla canapa.

La legge che ha aperto un nuovo mercato per un’economia più sostenibile
Proprio in questo momento storico è importante seguire una riconversione dell’industria e delle sue materie prime. Sembrerebbe nascere da questi presupposti anche la legge 242, approvata dal parlamento italiano nel dicembre 2016.
Questa è la norma a cui va dato il merito di aver rilanciato un intero settore produttivo creando in soli due anni moltissime nuove imprese e nuovi posti di lavoro: produttori di canapa e personale impiegato in campo agricolo, l’indotto di chi rivende all’ingrosso o al dettaglio, i laboratori di analisi, chi produce fertilizzanti specifici e altri materiali necessari alla coltivazione, gli esperti di settore a cui vengono finalmente riconosciute reali competenze professionali.

La riconversione, la cura dei territori, la nascita di un comparto
Molte aree industriali hanno preso parte al processo di sviluppo economico basato sulla produzione, trasformazione e rivendita della canapa e dei suoi derivati.
Coldiretti ha stimato che il giro d’affari dei soli produttori di canapa nel 2017 in Italia sia arrivato a 40 milioni di euro da 0 in pochi mesi con gli ettari coltivati a canapa in Italia che sono passati dai 400 del 2013 ai 4.000 del 2018. Siamo ancora lontani dai 100.000 ettari di canapa che coprivano le pianure italiane fino agli anni Quaranta, quando l’industria della carta da albero e l’industria petrolchimica (combustibili, plastica e fibre sintetiche) hanno scalzato la canapa.
L’industria della canapa è appena nata ma, nonostante la legge sopracitata promuova esplicitamente la produzione di “alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori”, chi ha investito in questa pianta fa fatica ad allargarsi a questi settori, proprio a causa dell’incompletezza della legge che mette a rischio chi produce o vende, ma soprattutto ostacola la creazione di impianti di trasformazione in Italia costringendoci a rivolgerci all’estero.

Il ruolo officinale della canapa
La cannabis light ha un principio attivo che non è stupefacente: il Cbd (Cannabidiolo). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (2017) il Cbd non solo non è dannoso per l’essere umano, ma ha delle proprietà molto interessanti su cui fare ulteriore ricerca. Gli studi mostrano effetti miorilassanti, antidolorifici, ansiolitici, antipsicotici. Il Cbd sta avendo un successo sempre più marcato negli Stati Uniti e in Canada, nonostante in alcune aree sia stato già legalizzato l’uso ricreativo della pianta con il THC della pianta. Sarebbe quindi interessante poter esportare i nostri alimenti, cosmetici e prodotti al CBD all’estero, veder nascere una nuova eccellenza del Made in Italy nel mondo.

Il ruolo della cannabis light
Il mercato è stato trainato dalla cannabis light, ovvero dalla cannabis non stupefacente con un tenore di Thc inferiore ai limiti di legge. Negli ultimi tempi si sono però susseguite sempre più operazioni delle forze dell’ordine nei confronti di coltivatori e commercianti in applicazione del DpR 309/90 anziché della legge 242/16, questo a causa dell’incompletezza della legge e delle circolari.

Lo sviluppo del settore
È necessaria un’integrazione che completi la normativa attualmente in vigore per dare le giuste sicurezze a chi opera nel settore, anche alla luce delle esperienze riportate e degli studi scientifici. A tal proposito il Cannabis Social Forum si propone di costituirsi come stakeholder per il comparto della canapa, in sinergia con aziende ed esperti di settore e con gli organi Istituzionali competenti. Crediamo sia necessario diffondere la cultura della canapa dando priorità all’informazione completa e corretta.